Atto di indirizzo rinnovo del contratto. Anaao: ci aspettavamo maggiore coraggio

“Ci saremmo attesi – prosegue Di Silverio – aperture alle esigenze, più volte manifestate, in termini di flessibilità, nel quadro di un riconoscimento strutturale, e non solo puntuale, della complessità di un lavoro le cui problematiche sono state messe a nudo, ed esacerbate, dalla pandemia, peraltro ancora in corso. La stessa esigenza di prevedere “modalità di lavoro che consentano una migliore armonizzazione con la vita privata e familiare”, in modo da incentivare l’ingresso dei giovani, e delle donne, ormai in maggioranza, e attenuare l’uscita dal sistema pubblico, rischia di rimanere una pura petizione di principio”.
“Non si intravvedono nemmeno segnali in direzione di un serio aggiornamento del potere contrattuale delle organizzazioni sindacali, sempre più relegato in un ruolo marginale all’interno dell’organismo paritetico. Lontana, insomma, la volontà di fare del CCNL uno strumento di governo condiviso in un mondo sempre più complesso, e sempre più in difficoltà nella sua funzione di garantire l’esigibilità di un diritto costituzionale dei cittadini.
Se a questo associamo l’esiguità delle risorse economiche, stanziate quando la crisi inflattiva di oggi nemmeno era all’orizzonte, pronte a essere falcidiate dalla esosità fiscale, e la mancata applicazione dell’attuale contratto, appena menzionato nell’atto di indirizzo di oggi, possiamo dire che la prossima trattativa viene calata nella tempesta perfetta tanto temuta”.
“Ci aspettavamo – conclude Di Silverio – maggiore coraggio e maggiore capacità di rompere schemi ormai inutili. Perché in tempi di crisi ci vuole coraggio, specie nei confronti di un personale che ha letteralmente salvato il Paese da una Caporetto sanitaria. Coraggio che è mancato anche nel sottrarre il Ministero della salute dal commissariamento di fatto del Mef e della Funzione Pubblica, per un CCNL all’altezza delle aspettative e delle necessità del sistema sanitario”.









