La situazione drammatica riportata dagli operatori sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cattinara a Trieste purtroppo non è un fulmine a ciel sereno.
Molti sono stati i segnali di allarme, ma non si intravedono ancora correttivi organizzativi necessari per assicurare la soluzione a problematiche impellenti.
Il Pronto Soccorso, cerniera e interfaccia tra Territorio e Ospedale, non riesce a funzionare nella situazione attuale.
Carenza di operatori medici e infermieristici, condizioni di lavoro inaccettabili, fuga di personale dall’Ente pubblico, sono aspetti complementari di una crisi strutturale, peraltro da noi prevista e illustrata dal lontano 2011.
Un particolare monito a chi negli anni doveva programmare e organizzare i servizi con le relative risorse: non è stato fatto e ora ne vediamo le conseguenze e fino al 2026 non ci sono, stanti le regole attuali, miglioramenti in vista.
Esprimiamo la totale solidarietà agli operatori che hanno messo la faccia nel denunciare questa situazione incresciosa e assicureremo loro il sostegno in qualunque forma necessaria: sappiano che non li lasceremo soli!
Oltre ai Pronto Soccorso (Cattinara, Udine, Bassa Friulana, ecc.) altri Reparti sono in grave sofferenza e teniamo monitorate anche quelle situazioni: le Radiologie del Burlo Garofolo e di Udine, le Ortopedie ospedaliere dell’ASUFC, alcune Medicine Interne in giro per la Regione, la Procreazione medicalmente assistita dell’ASFO, ecc.
Abbiamo proposto alcuni mesi fa alle Autorità Responsabili alcune misure che riteniamo utili a migliorare lo stato attuale, tra cui:
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benefit per chi è disponibile a venire a lavorare nelle Aziende pubbliche della nostra Regione;
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assunzione immediata da parte delle Aziende Sanitarie degli Specializzandi del 3° e 4° anno di corso, come previsto dal Decreto Calabria: a oggi non sono stati forniti i dati di queste forze che possono dare ossigeno al sistema pubblico;
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revisione urgente della dotazione di posti-letto nelle strutture ospedaliere (ad oggi 3,1 posti-letto per 1.000 abitanti, meno della metà della Germania); se in Pronto Soccorso a Cattinara i pazienti stazionano in condizioni precarie per giorni interi data la mancanza di posto letto nei Reparti di destinazione, in emergenza si potrebbero aprire spazi ulteriori (20-30 posti letto) di cure intermedie, per il tempo necessario a smaltire l’iperafflusso. Quanti posti-letto negli anni sono stati soppressi all’Ospedale di Cattinara con le diverse amministrazioni regionali?
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le dimissioni dai vari Reparti ospedalieri verso le RSA non possono avvenire il sabato, la domenica e le festività, ingolfando il meccanismo di turnover dei posti-letto: appare proponibile in questa situazione di emergenza la possibilità di trasferimento nelle RSA anche nei giorni festivi e prefestivi?
I turni ospedalieri scoperti negli Ospedali vengono proposti dalle Aziende Sanitarie a cooperative di incerta provenienza con pagamenti fino a 1.200 Euro per turno di 12 ore: siamo sicuri che con una cifra anche inferiore il personale presente non sarebbe incentivato a lavorare con turni aggiuntivi?
Sono alcune proposte che avanziamo: oltre alla fase rivendicativa, l’ANAAO-ASSOMED del Friuli Venezia Giulia propone costruttivamente soluzioni possibili, senza le quali i cittadini non avranno in futuro risposte adeguate da parte del Servizio Sanitario Regionale.
Ci aspettiamo un confronto urgente e risolutivo su tali tematiche con chi ha la responsabilità di gestire le Aziende Sanitarie della nostra Regione.
Il Segretario Regionale
Dott. Massimiliano Tosto
a nome e per conto della Segreteria Regionale ANAAO-ASSOMED del FVG









