A.S.S.n.2 "Isontina"

 

Comunicato stampa del Responsabile territoriale ANAAO dell'Isontino 10.7.2015

Comunicato stampa del Responsabile territoriale ANAAO dell'Isontino 10.7.2015

Stress lavorativo del sanitario nell'Azienda Sanitaria isontina: quale prevenzione?

  Nella tutela della salute del medico ospedaliero deve essere posta una particolare attenzione al rischio di patologia provocata in modo subdolo dalle condizioni di stress a cui il lavoratore è frequentemente sottoposto.

  Mentre il danno organico accidentale da caduta o ferita è immediatamente visibile e quantificabile, molto più insidioso per il medico ospedaliero è la continua e prolungata azione della  tensione emotiva associata ad una fatica fisica non intensa ma prolungata provocata dai turni continuati di lavoro, non adeguatamente interrotti da sufficientemente prolungati periodi di recupero.

  Nell’ambito della patologia cardiovascolare i danni provocati dallo stress in generale, in cui è riconducibile anche quello dell’ambiente di lavoro ospedaliero sono ben noti ed è perciò importante una continua azione di controllo e prevenzione.

  Nonostante la Legislazione imponga il rispetto  dei diritti al riposo ovvero un giusto equilibrio tra la vita lavorativa e non lavorativa, nell’attuale momento storico di restrizioni economiche si tende ad un maggior sfruttamento delle risorse materiali ma purtroppo anche umane in sede di lavoro.

  Lo sforamento del cumulo orario stabilito, dovuto spesso a obiettivi decisi ed imposti dall’Amministrazione  ma frequentemente anche per l’obbligo morale del medico cresciuto alla luce del giuramento di Ippocrate, di impegnarsi oltre i limiti dell’orario se per necessità di soccorso, impedisce al sanitario di vivere una vita equilibrata tra il lavoro, la famiglia ed il tempo libero.

  L’Amministrazione, conscia della problematica che non è in grado di risolvere ma obbligata dalla normativa, si muove promuovendo di tanto in tanto corsi per l’insegnamento di tecniche di rilassamento e si mostra sensibile alla prevenzione della salute dei suoi dipendenti ponendo una meticolosa attenzione al rispetto del calendario delle periodiche visite da parte del sanitario col medico competente che raramente valuta anche la componente psicologica di stress e perciò la possibilità che il sanitario stia precipitando nel  “burn-out”.

  L’attuale normativa identifica in non meno di 64 turni lavorati notturni di almeno 6 ore per indicare come “usurante” il tipo di lavoro eseguito. Ma quando il medico svolge 59 o 60 notti /anno di 12 o più ore in area di emergenza,  questo tipo di attività non è lesivo dello stato psico fisico della persona? Può un medico lavorare in urgenza alle soglie o dopo i 60 anni e fino al momento del pensionamento ipotizzato a 68 anni e oltre in tale condizione di fatica?

  Il problema dello sforamento degli orari, delle ferie non godute, delle troppe notti lavorate dei sanitari ospedalieri nelle aree di emergenza, conseguenza della mancata copertura degli organici, in funzione di obiettivi di budget, è discutibile e mal accettabile.

  Una buona condizione psico fisica comporta una miglior resa nell’offerta della prestazione sanitaria da parte del medico è perciò in un’ottica di “performance”  economica,  una maggior efficienza ed efficacia della prestazione sanitaria. 

                                                                                  Enzo Hrovatin  (S.O.C. Cardiologia, Ospedale di Monfalcone)

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